venerdì 29 maggio 2015

Storia di un Topolino


                   Milton         


     C'era una volta un topolino strabico, ma così  strabico che il mondo circostante gli appariva sempre meravigliosamente... disordinato.
Essere strabico poteva sembrare un difetto invece non lo era, perché a differenza di tutti gli altri topolini Milton non vedeva le cose solo da un punto di vista, ma da due.
E questa cosa aveva il suo fascino.
Poco importava se il nostro topolino appoggiasse sempre le cose nei posti sbagliati o se invece del dentifricio a volte usasse il tubetto della maionese.  Come tutti i topi un po’ diversi, Milton aveva trovato un proprio equilibrio.
Se il suo mondo era leggermente spostato, bastava spostare il modo di pensare le cose.
Così gli capitava di salire su un autobus senza sapere dove sarebbe andato, che per strada salutasse i lampioni e che inciampasse regolarmente nei gradini della biblioteca facendo volare in cielo decine e decine di fogli di carta.  Capitava anche che la sera, invece di innaffiare il prato davanti a casa, piegasse un po’ troppo il tubo dell’acqua e facesse piovere sui clienti seduti ai tavolini della pasticceria dall’altra parte della strada.
E che ci crediate o no, con il tempo, tutti gli abitanti della piccola città avevano imparato a spostare il loro mondo per evitare guai al nostro topolino. La bibliotecaria aveva costruito uno speciale retino per farfalle capace di acchiappare i fogli svolazzanti, il pasticciere aveva montato coloratissimi tendoni davanti al suo negozio e il capo della polizia aveva inventato il lampione musicale che suonava ogni volta che qualcuno si avvicinava troppo.
Nonostante tutto questo Milton riusciva a combinarne sempre una, ma volete sapere una cosa? Non gli importava. Ogni attimo della sua vita era una sorpresa e anche questo aveva il suo fascino. Se una parte di mondo non gli piaceva, chiudeva quell’occhio e si concentrava sull’altro e quando camminava per le strade della piccola città riusciva a vedere ciò che gli altri non vedevano.
Forse non tutti sanno che in uno stesso luogo e in uno stesso istante  accadono centinaia di piccole cose che nessuno è in grado di cogliere tutte insieme, ma il nostro topolino… lui le vedeva davvero e, che fossero diritte o storte non aveva importanza. Era una strana, folle magia che lo ricompensava di tutti gli inciampi e i lividi che aveva collezionato nella sua giovane e felice vita. Poteva seguire il volo di un passerotto senza perdere d’occhio il postino dall’altra parte della strada o accorgersi che bastava lo scampanellio di una bicicletta a far cambiare direzione alle farfalle.

Poi, un giorno come tanti altri, a Milton capitò la cosa più sconvolgente che potesse capitare a un topolino. Si innamorò.
Vide una fanciulla dalle lunghe, morbide e bellissime orecchie sedersi sulla panchina accanto alla pasticceria e, in quel preciso istante, il suo cuore si capovolse. L’emozione fu così forte che inciampò nel rastrello, poi nell’aiuola e infine sbatté il muso contro la cassetta della posta.
Fu il suo primo livido d’amore.
E fu anche la prima volta in cui si sentì davvero goffo.
Da quel giorno Milton uscì sempre di casa pettinato, profumato e con un po’ di brillantina sui baffi. Fece attenzione ad abbottonarsi bene la camicia e ad allacciarsi le scarpe come si deve. Ma nonostante tutte queste attenzioni, il nostro topolino non riuscì a evitare i guai.
Fu quando si presentò alla fanciulla dalle morbide orecchie, porgendole una cipolla che aveva colto in giardino al posto di una rosa, che Milton prese la decisione più importante della sua vita: avrebbe comprato un paio di occhiali per raddrizzare il mondo.
E volete sapere una cosa? Erano gli occhiali più grandi che si fossero mai visti! Milton li appoggiò sulla punta del naso, sorrise e uscì dal negozio pronto a vedere il mondo così come lo vedevano tutti gli altri.
Camminò e camminò per le strade della città, guardandosi intorno con il cuore che gli batteva forte in petto. Il mondo dritto era davvero stranissimo. Ogni cosa era al posto giusto.
Salì e ridiscese le scale davanti alla biblioteca almeno venti volte, girò intorno ai lampioni fino a perdere l’equilibrio, attraversò gli incroci senza causare incidenti e quando verso sera tornò a casa si sentiva  padrone del mondo.
Ogni cosa funzionava senza intoppi.
Il giorno dopo regalò alla fanciulla dalle lunghe orecchie di seta una rosa vera e si sedette con lei sulla panchina davanti alla pasticceria.
Insomma sembrava tutto perfetto, ma… con il tempo, a Milton, cominciò a mancare il suo mondo un po’ storto. Ogni volta che si metteva a tavola sapeva esattamente cosa avrebbe mangiato, il sapore del dentifricio era sempre lo stesso come uguali erano i calzini che indossava al mattino.
I rumori avevano perso intensità e persino l’aria aveva smesso di profumare come una volta.
 Ma, soprattutto, gli mancava quel pezzo di mondo che nessun altro vedeva. La bicicletta senza farfalle era solo una bicicletta e il postino senza passerotti aveva perso un po’ della sua magia.
Quegli occhiali, capaci di raddrizzare il mondo, avevano reso uguali e senza colori tutti i suoi giorni.
“Credi che potresti prendere in considerazione di continuare a essere mia amica anche se ti regalo cipolle invece di rose o se quando ti porto i libri di scuola inciampo e li faccio cadere?” chiese, serissimo, un giorno alla topolina dalle lunghe orecchie di seta.
“Nessuno mi aveva mai regalato una cipolla,” rispose lei con un sorriso. “E’ la cosa più romantica che qualcuno abbia mai fatto per me”.
“Davvero?”
“Davvero”.
“E i libri?”
“Mi sono sempre chiesta che sensazione si prova a catturare libri con il retino delle farfalle”.
Milton la guardò attraverso le grandi lenti. “Sono irrimediabilmente strabico e mi perdo sempre”.
“Allora dovrò prenderti per mano,” sorrise la topolina.
Fu in quella sera di fine estate che Milton prese la seconda decisione più importante della sua vita: liberarsi degli occhiali che avevano raddrizzato il suo mondo.
S’incamminò lungo la strada che conduceva al bosco e lì, sotto la quercia scavò una piccola buca. Nel momento in cui si tolse gli occhiali, l’aria tornò a profumare e Milton sorrise pensando che da quel momento la sua vita era tornata meravigliosamente storta e piena di sorprese. Lasciò cadere gli occhiali nella buca e la coprì solennemente con la terra. Diede un ultimo colpo con la pala e, se non avesse avuto tanto fretta di tornare a casa, avrebbe visto una piccola talpa sbucare da sotto le foglie con un gigantesco bernoccolo in testa. Milton inciampò nelle radici della quercia, si sbucciò il ginocchio, ma non ci fece caso. Con aria sognante si incamminò verso quel mondo che gli era tanto mancato.
La piccola talpa, invece, raccolse gli occhiali tra le foglie e se li mise sul naso… ma questa è un’altra storia.
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Questa favola è stata scritta insieme a mio figlio Luca


Tutti i diritti riservati Claudia Mancino
Illustrazione Anna Bertenasco

57 commenti:

  1. Spassosissimo e tenerissimo!!!

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  2. Dolce, dolcissima e .... adoro Milton!! I miei bambini chiedono il seguito!!!!!

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    1. dì loro che il seguito arriverà, promesso!

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  3. Adorabile piccolo dolce Milton!
    Ciaooo Barbara

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  4. Mi sono innamorata del tuo topolino!!!!!! Ti prego, scrivi il seguito

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  5. Adorabile Milton <3
    Chiara G.

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  6. Dolce. Il primo livido d'amore. Mi sono commossa!!!!

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  7. Milton è il mio preferito!!!
    Zelda

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    1. In effetti ha qualcosa di irresistibile .-)

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  8. Una carezza al cuore!

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  9. Posso dire che adoro Milton? E' fantastico, Claudia. I miei figli sono impazziti quando gliel'ho letta e hanno battezzato i loro peluche preferiti con suo nome e giocano ai "guai di Milton". Ti prego, scrivi il seguito. Siamo in tanti ad aspettarlo!

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    1. Nuuu...giocano a i guai di Milton? Ma è una cosa dolcissima!!!! Grazie Clelia, è il complimento più bello

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  10. Questa favola è di una dolcezza disarmante. So che te lo hanno già scritto, ma non importa. Milton è un topolino che ti entra nel cuore e che ti insegna quanto poco conti essere diversi perchè la diversità e ce lo insegni tutto nelle tue storie è sempre ricchezza.

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    1. Forse perchè in fondo al cuore so di essere diversa anche io :-))

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  11. Che tu sia diversa si respira in ognuna delle tue storie, Claudia. Sei diversa nel modo in cui senti le cose, nel modo in cui, come Milton, vedi il mondo e questo è il tuo punto di forza, la tua magia. Questo topolino è semplicemente adorabile, come sono adorabili e indimenticabili tutti i tuoi personaggi. Rimangono nel cuore come per ricordarti di guardare sempre oltre, guardare là dove nessuno guarda più per molti motivi: pigrizia, paura, vigliaccheria, abitudine. Sei una scrittrice davvero straordinaria. Scrivi, scrivi, scrivi. Siamo tutti qui ad aspettare la prossima storia.
    Luca A.

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    1. Vorrei avere la bacchetta magica per allungare le mie giornate Luca. Grazie per le bellissime parole.

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  12. Aspettando il seguito con la talpa (non per darti fretta, ^_^ ).
    Gio

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    1. Mi sono lanciata in un altro progetto, Gio, ma appena finito prometto che mi concentrerò sulla talpa!

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  13. Questo Topino è meravigliosooooooooooooooooo

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  14. Il suo primo livido d'amore!! Che cosa dolcissima

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  15. io adoro Milton!!!!

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  16. Tenero, adorabile Milton!

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  17. I miei bambini l'adorano e aspettano la talpa!

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  18. Siiiii! Voglio la favola della talpa anche io!
    Greta

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  19. Ora mio figlio vuole che chiami i fratelino in arrivo Milton hahahahaha. Potrei anche pensarci. Grazie per questa bellissima storia
    Eva

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  20. Io lo trovo così adorabile che lo adotterei subito!

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  21. Un amore di topino! <3

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  22. Se ci fossero altre avventure di Milton ne sarei felice =)))

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  23. Se ci fossero altre avventure di Milton, ne sarei felice =))))

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  24. Ormai mi ci sono affezionata!

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  25. Questo topolino merita nuove storie! I miei bambini sono suoi grandi fans!

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  26. AMO questo topolino!!!!!

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  27. Hai creato un piccolo grandissimo eroe. Meraviglioso Milton

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  28. Mi fai tornare bambina e questa cosa cosa è pura magia!!!! Adoro le tue favole
    Annamaria

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  29. Dolce Milton
    Mi sono innamorata
    Bea

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  30. Io amo Milton alla follia

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  31. Quanto mi piacerebbe vedere questo topolino!

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  32. ADORABILE TOPOLINOOOOOOO

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  33. Una storia tanto semplice, quanto bella e profonda.
    Dovremmo prendere un po' tutti esempio dal simpatico topolino Milton!
    Complimenti all'autrice ed al suo "piccolo collaboratore".

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