giovedì 7 luglio 2016

Il decimo passo







Ciò che gli occhi fissano, oltre i dieci secondi, è destinato a infrangere il velo che separa l'ordine dal disordine, la quiete dalla tempesta.
Dieci secondi perché le radici invisibili di un altro universo trovino una crepa verso il recesso più profondo della mente e vi si annidino.
Dieci lunghissimi secondi per scegliere di girare la testa dall'altra parte, perché una volta infranto quel velo, non si torna più indietro.
Non ti accorgerai subito del cambiamento.
Le radici sono silenziose. Vivono e respirano dentro di te. Non hanno bisogno di nutrirsi per crescere.
Ma da quel momento, per il resto della tua vita, paralizzeranno i muscoli dei tuoi occhi per costringerti a vedere ciò che hai sempre scelto di sfuggire.
Sarà allora che proverai dolore.
Avrai freddo anche se al caldo.
Avrai fame anche se sazio.
Avrai paura anche se al sicuro.
Una volta infranta la regola dei dieci secondi sei destinato a questo.
Sentire ciò che appartiene ad altri.
Non dimenticarlo mai.
Contare è la sola salvezza possibile.
La mente di un uomo si può controllare solo entro quei pochi secondi.
Cresci tuo figlio in modo che tema il numero dieci. Trova qualcosa che lo spaventi, poi dagli un nome. E associa quel nome al numero dieci.
Accertati che la sua mente non abbia tempo di collegare causa ad effetto. Impediscigli di porsi domande.
E se lo farà, le sole risposte che dovrà ascoltare sono le tue.
Ricorda che il disgusto evita la contaminazione.
Disegna i confini con l'altro mondo, rendilo immondo e accompagna tuo figlio sull'orlo dell'abisso perché respiri la paura.
Hai nove secondi prima che la sua mente metta in dubbio ciò che gli hai insegnato.
Hai nove secondi prima che la sua mente vada oltre la paura.
Questo non deve accadere.
Costruisci una scala di dieci e fai in modo che ogni gradino gli provochi un crescendo di angoscia.
Il tempo farà il resto. Cancellerà la scala, ma intrappolerà il pensiero nei confini che tu hai stabilito.
Addestra la mente di tuo figlio a non muovere mai il decimo passo.
I suoi occhi impareranno a guardare senza vedere.
La sua mente perderà la capacità di distinguere i nodi del dubbio.
La fune che tu gli costruirai sarà lineare.
Crescerà aggrappandosi a quella.
Tessila di certezze assolute.
Il bene e il male. Il buono e il cattivo.
Nel mondo che tu vuoi, il grigio, il diverso è la sola cosa da temere.
Dai un nome anche a quello.
Associalo a un volto.
Poi spoglialo della sua umanità.
Tuo figlio vi passerà accanto senza fermarsi.
Di una stessa storia esistono sempre più versioni
Fai in modo che la tua occupi tutti i nove secondi. Che sia facile. Sicura. Vuota.
Con tempo imparerà a costruirne una quasi identica senza il tuo aiuto.
Prenditi cura della tua creatura. Proteggila.
Non permettere alle radici di un altro mondo di infrangere quel velo.
Fortificalo.
Rendi il cuore di tuo figlio impenetrabile.
Costruisci, un mattone dopo l'altro, il muro.
Tra ordine e disordine.
Tra quiete e tempesta.
Tra ciò che è sicuro e ciò che è pericoloso.
Prima del decimo passo.
Perché dopo, nulla sarà più controllabile.
E l'uomo vincerà sulla bestia.



Ciò che i tuoi occhi fissano per oltre dieci secondi è destinato a infrangere il velo che separa l'ordine dal disordine, l'equilibrio dal caos.

Dieci secondi prima che si stabilisca un contatto con un altro universo.

Ciò che vedrai metterà radici nei tuoi occhi, poi nella tua mente. Annienterà tutte le certezze su cui ha costruito te stesso.

Una volta avvenuto quel contatto, tornare indietro è impossibile.

Dieci lunghissimi secondi per scegliere di spogliarti di tutto.

Dopo, il peso delle menzogne di cui ti sei nutrito, ti piegherà.

Non resistere.

Non aver paura.

Alza lo sguardo dalla polvere e permetti ai tuoi occhi di piangere.

Non respingere le lacrime.

Bruceranno come fuoco. Ma ridurranno in cenere il muro tra te e quell'universo che ti hanno insegnato a non vedere.

E sarà allora che proverai dolore.

Avrai freddo anche se al caldo.

Avrai fame anche se sazio.

Avrai paura anche se al sicuro.

Una volta infranta la regola dei dieci secondi sei destinato a questo.

A provare ciò che appartiene ad altri.

A essere parte della loro esistenza.

Non temere il diverso.

L'altro è la porta d'ingresso verso altri mondi.

Cresci tuo figlio in modo che non abbia paura di ciò che non conosce.

Hai nove secondi per sbiadire le ombre e indicargli il cammino.

Hai nove secondi per convincerlo a muovere il decimo passo.

Insegnagli a porsi mille domande. Non sempre le tue risposte lo sazieranno. Spingilo a cercarle altrove.

Di una stessa storia esistono tante versioni. Fa che lui impari ad ascoltarle tutte. In ognuna si nasconde un seme di verità.

Col tempo imparerà che nulla è assoluto. Il bene. Il male. Il bianco. Il nero.

Sarà in quei semi che troverà i colori.

E con essi costruirà un caleidoscopio.

Insegnagli il coraggio del decimo passo, la forza di andare oltre, perché sarà oltre le sue paure che troverà se stesso.

Conducilo per mano lungo il cammino verso il suo essere uomo.

Non esiste abisso che non possa essere colmato.

Non esiste muro che non possa essere abbattuto.

Cancella i confini che separano lui dall'altro. Il loro sangue ha lo stesso colore. Il loro respiro vive della stessa aria. Ciò che in altro mondo li separa, in questo li unisce.

Non sarà mai facile.

Rendi il suo cuore capace di accogliere. Anche quando farà male.

Ricordagli che non sarà mai solo.

Ciò che lui sarà capace di dare lo renderà uomo tra gli uomini.

Il decimo passo è la sola arma che possiedi per impedire ad altri di separare.

Muovi quel passo insieme a tuo figlio, tienigli la mano perché non debba mai temere alcun confine.

Tra ordine e disordine.

Tra quiete e tempesta.

Tra ciò che è sicuro e ciò che non lo è.

Perché dopo, nulla sarà più lo stesso.

Dopo sarai tempesta.

Caleidoscopio.

E ogni decimo passo forgerà la chiave per spezzare la catena dell'odio.

Tutti i diritti riservati © Claudia Mancino 
Immagine dal web

50 commenti:

  1. Questo è una bomba.
    Magnifico.
    Giorgia L

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  2. Sei incredibile. Strepitoso.

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  3. Sono senza parole. Meraviglioso

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  4. Suppongo non sia un caso che tu abbia scritto questo decimo passo ora. Ieri sera scorrevo le notizie relative all'assassinio di Fermo quando mi sono imbatutto in questo link e quando l'ho letto ho pensato: è tutto qui. La scelta. Il razzismo. L'ignoranza. L'odio. Ciò di cui alcuni uomini sono capaci. O forse oramai troppi. Costruiamo muri nell'illusione di tener lontano ciò che non ci piace. All'interno del nostro stesso parlamento siedono uomini che predicano odio e che usano la paura per manipolare le menti, menti piccole e permeabili che vedono nelle loro parole l'autorizzazione a odiare e fare del male. In fondo se il popolo italiano paga questi uomini perchè ci insegnino a odiare cosa può esserci di spaventoso se lo fanno davvero? L'odio e l'indifferenza sono stati sdoganati.Quello che hai scritto è potente come un pugno al cuore perchè mette a nudo ciò che questa società o parte di essa è diventata. I miei più sinceri complimenti. Sei grande.
    Pierpaolo

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    1. L'avevo scritto qualche giorno prima perché l'odio di cui parli si respira giá da tempo, Pierpaolo. Ogni volta che apro un quotidiano o accendo la tv o il computer io respiro questo crescendo di intolleranza spesso ingentilito da parole scelte ad hoc e mi chiedo come sia possibile che stia accadendo senza che la maggior parte delle persone se ne accorga. Riusciamo ad accettare cose che dovremmo respingere con tutte le nostre forze e questo mi fa paura.

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  5. L'angoscia che ho provato leggendo il primo pezzo... è davvero così facile manipolare le persone, basta usare le parole giuste, quelle che suonano bene e che siamo abituati ad associare a cose "normali". Poi ho sentito un grande dolore al centro del cuore. La verità cotenuta nelle tue parole ferisce.

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  6. Magnifico. Non aggiungo altro.

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  7. Dai molto molto da riflettere. Credo che da oggi ascoltero' le persone con maggiore attenzione

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  8. L'odio è facilente manipolabile, hai maledettamente ragione su questa cosa. C'è un passo nel primo pezzo che mi ha riportato indietro nella storia. Come è possibile che non impariamo mai nulla dal passato?

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  9. 10 secondi: il numero delle dita delle mani, una certezza. Un post inquietante Claudia, diverso da quelli che ho letto altre volte nel tuo blog, però bravissima!

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  10. A volte bastano poche righe per dipingere l'universo. Un capolavoro
    Gianni Gentile

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  11. Diverso da tutto ció che hai scritto prima. Inquietante e capace di far venire i brividi. Davvero straordinario.
    Luisella

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    1. Lo so che è inquietante. Era esattamente quello che volevo, Luisella

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  12. Grande Claudia!!!!

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  13. Ci ho messo un attimo a capire forse perchè non mi aspettavo uno scritto tanto diverso. Poi l'ho riletto e riletto ancora col fiato sospeso e la certezza che hai costruito uno specchio impietoso del mondo di oggi. Mi è venuta la pelle d'oca. Sei straordinaria
    Lucia

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    1. Non sei la sola, Lucia. Io stessa ho perso l'equilibrio scrivendolo

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  14. Conosco un paio di politici che dovrebbero leggere questa cosa. Non che io pensi che possano cogliere, ma mi offro di leggerglielo a voce alta. Sei bravissima

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  15. Che colpo inferto ai razzisti...bravissima è che classe!

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    1. Anche ai non razzisti, aninimo. Stare a guardare senza far nulla ci rende complici

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  16. Che colpo inferto ai razzisti...bravissima è che classe!

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  17. GENIALE, NON AGGIUNGO ALTRO.
    FRA

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  18. Concordo, geniale. BOBO

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  19. Questo è potente, non una parola di troppo, fortemente simbolico, ritmo Teatrale, un vero pugno nello stomaco. Grande

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  20. Potente come un pugno nello stomaco.
    Bravissima

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  21. Di un`attualità sconcertante

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