martedì 24 maggio 2016

Perché io possa immaginarti uomo







Ho bisogno che qualcuno mi racconti di Dio.
Senza retorica, senza frasi fatte.
Ho bisogno che qualcuno mi parli di lui usando parole che comprendo. Non dogmi.
Che gli dia un volto e un'anima, perché io possa immaginarlo uomo.
Che dipinga i suoi occhi perché io possa vederli piangere quando gli chiederò perché.
Ho bisogno di qualcuno che mi racconti che suono ha la sua voce, perché io possa riconoscerla, senza paura, quando gli domanderò quanta forza richiede il silenzio.
Ho bisogno di un volto, di occhi, di una voce perché se Dio esiste, io devo sapere dove cercarlo. Senza smarrirmi.


Mi hai chiesto se esisto, uomo.
Eppure mi hai pregato.
Ogni volta che la tua anima sanguinava, ogni volta che la paura ti privava di quel respiro che ti rende vivo, tu, uomo, mi hai cercato.
Mi hai supplicato di porre fine al tuo dolore.
Mi hai invocato, amato, maledetto.
Pensi che io debba essere giusto, uomo.
Guardati allo specchio.
Tu sai cosa è giusto. Ti ho dato un cuore e una mente.
Ti ho insegnato a non fare del male.
Non uccidere. Non odiare. Non umiliare.
Ti ho insegnato la compassione.
Asciuga le lacrime di chi soffre. Tendigli la mano.
Per guardare bastano gli occhi, uomo. Io ti ho insegnato a vedere.
Richiede coraggio.
Io non posso importi nulla. Ti priverei della tua libertà.
Posso solo insegnarti ad amare. Te stesso, il tuo prossimo, ciò che non comprendi, ciò che ti spaventa.
Mi hai chiesto se esisto.
Guardati allo specchio, uomo.
Io sono dentro ogni tuo gesto.
Siamo una cosa sola.
Ma tu... tu puoi scegliere.


Scegliere cosa, Padre?
Di vedere e non poter far nulla?
Di tendere una mano nel buio e sfiorare la lacrima più vicina?
E le altre, Padre?
Hanno forse meno valore quelle invisibili?
Con quale coraggio parli di libertà?
La libertà che tu concedi è dolore. Ali intrappolate da catene.
Sono mortale, Padre.
Qualunque cosa io faccia non andrò mai oltre lo spazio concessomi dalle catene del mio essere uomo.
Ho paura.
Ho freddo.
Ho fame.
Ho un figlio.
Ciò che mi rende forte è anche ciò che mi rende più vulnerabile.
Ciò che dovrebbe rendermi giusto è anche ciò che mi ferisce.
La tua libertà mi spaventa. Vedere e dover scegliere. Sentire e non poter proteggere.
Guarda le mie ali, Padre. Portano le cicatrici di lacrime mai raggiunte, di mani mai sfiorate. Di dolori troppo lontani.
Vuoi donarmi davvero la libertà? Sciogli le mie catene. Permettimi di non avere più paura, di non soffrire più il freddo e la fame, di non temere per mio figlio.
Concedimi, per un giorno solo, di proteggere chi è rimasto solo, chi si è perso, chi non ha più nulla perché io possa credere che tutto, in questa vita, alla fine, ha un senso.
Altrimenti, Padre, fa che i miei occhi non debbano più vedere.


Quelle catene, uomo, le hai costruite tu.
Non io.
Ciò che possiedi è la tua prigione.
Le cicatrici sulle tue ali sono il marchio della tua paura.
Paura di perdere ciò che hai.
Il giusto non possiede.
Le tue ali sono fatte per volare oltre il tangibile.
Non per proteggere e conservare ciò che è destinato a scomparire.
Sei padre, uomo.
Hai dato la vita a tuo figlio. Non la possiedi.
Eppure è la sola cosa che, alla fine, ha valore.
La sola cosa per cui sei disposto a vivere e a morire.
Pensaci, Figlio.
Tu gli hai donato la vita.
Lui ti donerà l'immortalità.
E nulla di tutto questo ha un prezzo.
Guarda le tue catene, uomo. Dai un nome a ognuno dei suoi anelli.
Sei nato senza. Morirai senza.


Quindi nulla ha un senso al di fuori di te?
Amare e non chiedere.
Donare e non possedere.
Accarezzare la vita e poi lasciarla andare.
Provare dolore.
E' tutto qui? Un battito confuso d'ali?
Per cosa?
Sai cos'è il dolore, Padre?
Ti scava dentro. Si nutre della tua carne e della tua mente. Ma lascia intatto il cuore perché tu possa continuare a sanguinare.
Guardami negli occhi e dimmi perché. Perché io sono qui, al caldo e al sicuro. Con le ali ancorate a una catena per cui altri ucciderebbero.
Poi cerca gli occhi di un uomo che ha visto in volto il male. E spiegagli perché la sua catena lo tiene imprigionato all'inferno.
Siamo entrambi figli di quello che tu chiami amore.
Ma io posso scegliere.
Lui no.
Quante anime hai sacrificato in nome della libertà?
Hai dato vita a vittime e carnefici.
Hai lasciato che il male si moltiplicasse all'infinito senza mai fermarlo.
Qual è il disegno dietro a tutto questo?
Non parlarmi più di giustizia, Padre, o di coraggio o di libero arbitrio.
Io sono solo un uomo. Le mie ali non potranno mai andare oltre il limite concessomi dal mio essere mortale.
Posso amare, proteggere, accarezzare solo ciò che i miei occhi riescono a vedere.
Ma per ogni mano che sfiora un'anima, ce n'è una nell'ombra che aspetta di fare del male.
Per ogni anello della catena che si scioglie, ce n'è uno che marchia a fuoco il cuore di un uomo.
Questo è il mondo che tu hai creato, Padre.
E siamo tutti figli tuoi.


Fermati, uomo.
Chiudi gli occhi.
Lasciali riposare.
Permetti alle lacrime di cancellare, per un istante, tutto il dolore che hanno visto.
Concedi ai tuoi occhi un po' di pace.
Ricorda.
Il mare d'inverno. Il lento reflusso delle maree. Il silenzio che accompagna l'inizio di un nuovo giorno.
In principio era così.
Il giorno e la notte.
L'inizio e la fine.
Un giorno dopo l'altro.
Io sono in tutte le cose che vedi, uomo.
Io sono oceano, cielo, sole, tempesta.
Io sono neve, silenzio, vento.
Eppure non sei più in grado di vedermi.
Chiudi gli occhi.
Sono qui.
Sono nelle tue lacrime.
Sono nella tua paura e nel tuo coraggio.
Sono la forza che ti spinge ad alzarti ogni volta che cadi.
Sono la mano che ti protegge.
Io sono qui.
Sei tu che mi rendi immortale, figlio.
Il tuo dolore è anche il mio.
Soffro. Piango. Esattamente come te, uomo.
Ma i miei occhi vedono ciò che a te è precluso.
Io vedo il prima e il dopo.
Io so.
Io sono immortale perché tu mi hai reso tale. Tu e tutti gli uomini che non hanno mai smesso di amare.
Impara a fidarti di me.


Non posso, Padre.
Non fino a quando il mio viaggio non sarà giunto a termine.
Respiro, arranco, cerco.
Il male, Padre. Devo capire.
Devo trovare le sue radici. Devo perdermi nella sua oscurità.
Non sono diverso dagli altri uomini.
Perché la sua mano non mi ha graffiato?
Esistono dunque cicatrici diverse?
Perché porto le tue e non le sue?
Eppure è immortale. Come te.
Esiste.
E' qui. Nell'indifferenza, nella paura del diverso, nei muri che costruiamo, nelle armi che usiamo per annientare noi stessi.
E' nell'odio, nel rancore, nella vendetta, nella sete di sangue.
Respira. Come me. Come te.
Si nutre dei più deboli.
La sua mano infetta ciò che tocca.
Devo trovare le sue radici, Padre. Devo vedere il suo volto.
Non ho paura.
Ho bisogno di sapere.
Sapere perché è più facile scegliere lui invece di te.


Sei sicuro di non averlo mai visto, uomo?
Guardati intorno. Guarda dentro di te.
Il seme del male alita in ognuno di voi.
Il suo volto diventa il tuo quando calpesti la dignità di un'altra vita. La sua mano diventa la tua quando strappi il cuore a un altro uomo.
Il male non ha bisogno di un volto.
Si prende i vostri.
Si nutre dei vostri pensieri e delle vostre azioni.
Mette radici nella vostra sete di potere e onnipotenza
Lentamente, vi trasforma in cannibali di voi stessi.
Non è difficile.
La prima cosa che oscura è la coscienza.
Un manto che si posa sulla voce che vi ricorda cosa è giusto.
Quella voce pesa come un macigno.
Metterla a tacere è più facile di quanto non pensi.
Senza coscienza, la strada verso il male è lastricata di luci che conducono all'oscurità.
E una volta iniziato il cammino, il buio vi proteggerà da tutto ciò che in un'altra vita vi spaventava.
I vostri occhi vedranno solo ciò che le ombre vi mostreranno.
Questo è il male, uomo.
Una strada lastricata di anime calpestate.
L'effimera illusione di assenza di dolore e invincibilità.


A tua immagine e somiglianza, Padre.
Così è scritto.
Sai cosa vuol dire?
Se io porto dentro di me il seme del male, quello stesso seme alberga in te.
A tua immagine e somiglianza.
Hai scelto anche tu.
Padre immortale ma non onnipotente.
La tua lotta non avrà mai fine, non è così?
Esisti perché esistiamo noi.
Senza, il regno dei cieli sarebbe solo deserto.
Mostrami il tuo volto perché io possa vedere i tuoi occhi.
Dimmi la verità.
Concedimi, solo per un attimo, di vedere il prima e il dopo.
Ho bisogno di sapere, Padre.
Chi di noi due ha creato l'altro?
Il Dio che io cerco non sfugge all'uomo.
Il Dio giusto, Padre onnipotente, non teme il male.
Esci dall'ombra e lascia che io sfiori le tue lacrime.
Uomo tra gli uomini.
Quale terribile peso hai dovuto portare...
Solo, attraverso i secoli dei secoli.
Perdonami, Padre.
Sei il nostro primo respiro.
Il nostro sorriso.
Sei nelle nostre lacrime e nelle nostre paure.
Sei oceano, vento, tempesta.
Sei l'ombra che lentamente ci accompagna dal principio alla fine.
Ma non puoi proteggerci se non ci aggrappiamo alla tua mano.
E' così?
E' dunque questa la verità?
La vera fede?
Accettare un disegno che forse non esiste?
Sopportare il dolore e la disperazione in nome di qualcosa che trascende la morte?
Chiedi molto, Padre.
Io non sono così forte.
Sono solo un uomo.
Sono imperfetto.
Sono spaventato.


Di cosa hai paura, Figlio?
Niente in questo mondo è perfetto.
E' questo che rende tutto straordinario.
La tua imperfezione.
Senza dolore, le tue ali non tenterebbero il volo.
Senza il buio, i tuoi occhi non distinguerebbero i colori.
Vuoi vedere il mio volto?
Guardati allo specchio, uomo.
E' tutto dentro di te. Il bene. Il male. La vita. La morte.
Nella tua imperfezione, tu sei l'universo.
Hai più potere di quanto immagini.
Ogni tuo passo è conseguenza di una scelta.
Ogni tuo gesto è una pietra che posi sulla strada che altri percorreranno.
E' questo il senso di tutto, uomo.
Indicare la strada a chi verrà dopo di te.
Impara ad accettare i tuoi limiti.
Sono ciò che ti rendono unico.
Ogni cosa che tocchi in questa vita lascia scritto ciò che sei.
Hai costruito cattedrali perché scavassero il cielo.
Ma io sono qui.
Accanto a te.
Dentro di te.
Guardati, uomo.
Io sono in te.
Io sono te.


Dedicato a un padre e a un figlio, Fabio e Luca Barisonzi, da parte di un bambino che ha saputo rinoscere nei loro occhi la forza più grande dell'uomo: l'amore per la vita e il coraggio di viverla fino in fondo

Tutti di diretti riservati © Claudia Mancino
Foto dal web

125 commenti:

  1. Letto tutto d'un fiato. Ho le lacrime agli occhi. E' bellissimo

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    1. io credo che questi pensieri abbiano attraversato il cuore e la mente di tutti, Sabrina. O quasi tutti

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  3. Profondamente toccante e tanto vera

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  4. Credo che la rileggerò all'infinito.

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    1. :-)) che commento bellissimo, Nando

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    2. Dio non può essere frustazioni.Sarebbe come istigate le anime più fragili al suicidio.Un padre o una madre il cui amore assoluto lo trova comunque nei figli...può mai distrarsi affinché avvenga questo mostrandogli un mondo addolorato?! No non è. Amore.Se Dio fosse così sarebbe un masochista che porta depressione anche agli altri...e molto semplicemente gli direi,da figlio frustrato scusate l'interruzione mistica,spirituale...e la blasfemia che sto per dire : Ma che cazzo ci hai creato a fare? ...perché non mangi un po' di nutella 😂

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  5. Immenso. Straordinario. Doloroso

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  6. Stupenda!!!!!!!!!!!!!!

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  7. Claudia, quando ho letto Il liutaio ho pensato che avessi raggiunto il punto più alto perchè quella storia è immensa. Ma questa, amica mia, va oltre. E' di un profondità e bellezza che disarma. Hai dato voce al dolore, alla speranza, al conflitto, a tutto ciò che fa di noi uomini mortali. Ha ragione un lettore qui sopra: credo che la leggerò all'infinito. Un abbraccio Luca e Alex!!!!!

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    1. Lucaaaaaa!!! E come al solito quello che scrivi tu fa un certo effetto. Che bello rivederti. Dai un abbraccio fortissimo ad Alex e felice di averti qui. Davvero tanto.

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  8. Questo tuo dialogo con Dio ha qualcosa di così toccante da far piangere. Le tue domande, la tua rabbia e la tua impotenza sono così reali e io penso che riflettano ciò che ogni uomo degno di questo nome provi. Niente dogmi. E' straordinario nella sua semplicità, doloroso. Guardati allo specchio. Hai reso Dio quasi tangibile

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  9. Che preghiera bellissima,Claudia.Mi bruciano gi occhi

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  10. Meraviglioso!!!
    (G.)

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  11. Questo dialogo mi ha colpito molto! Cosa ti ha spinto a scriverlo?
    (Teresa)

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    1. la verità è non lo so Teresa. Guardo, osservo, cerco di capire. Cerco un senso

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    2. Ce ne sono di orrori e ingiustizie, ma tu cosa hai visto?

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    3. Scusa! Forse è una domanda troppo personale visto che il dolore descritto è tanto sentito.

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  12. forse è tutta la vita che osservo, Teresa, senza saperlo. E poi arriva un momento in cui alcune cose diventano spaventosamente chiare. Una di queste è che non cambierà mai nulla. Che il bene non trionfa sul male, che la giustizia non vincerà. E vedi la storia ripetersi sei secoli dei secoli e vedi l'uomo commettere sempre gli stessi errori. E vedi i volti delle persone, la loro disperazione e il silenzio intorno, l'indifferenza. Vedi l'odio, quello da quattro soldi, senza un perchè. E cominci a mettere insieme le cose

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    1. Ancora non riesco a credere di riuscire a "parlare " con te e ti ringrazio tanto! Le persone che non si nascondono davanti delle miserie umane sono troppo poche.
      (Ancora Teresa )

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  13. S', è bello parlare quasi in diretta Non mi era mai capitato. Mea culpa, non ho molto tempo.

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    1. Grazie ancora! Non è finita qui: mi hai dato da riflettere per parecchio!
      A presto, spero!
      Teresa

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  14. Tu hai questo potere di spalancare il cuore e guardarci dentro senza paura

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    1. Guardarci dentroè il solo modo per non aver paura, Lina

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  15. come giustificare la nostra fragilità , la nostra debolezza e conciliarle con questo respiro di infinito che sentiamo dentro?

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  16. Si legge il tremendo confronto tra carne e anima!

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  17. La cosa piu' bella che abbia mai letto

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  18. Giuseppe Tarantomaggio 28, 2016 3:45 PM

    Credo che ci voglia coraggio a scrivere una cosa come questa.Il coraggio dell'onestà di un uomo che riconosce l'esistenza del bene e del male in se stesso e che pur essendo cresciuto in un paese dove si respirano dogmi mette in discussione non solo l'esistenza di Dio ma la propria debolezza di fronte alla scelta più facile: girarsi dall'altra parte per non vedere. Dialogo immenso, toccante, meravigliosamente onesto e doloroso. Scritto in modo assolutamente superbo.
    Complimenti
    Giuseppe

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  19. Parole bellissime le tue, Giuseppe. Grazie di cuore

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  20. Io credo che ci dia piu' amore e fede nelle tue parole che nella stragrande maggioranza delle persone che si professano credenti. Sono solo uomo, ho freddo, ho fame, ho un figlio...hai compiuto un viaggio coraggioso e straordinario e onesto nell'animo umano con le mille sfaccettature che ci rendono mortali. E quelle vate che ci siamo costruiti da soli sono una metafora bellissima. Il Dio che parla mi commuove. Hai reso umana la morte nel liutaio. Hai reso Dio tangibile qui. Vero. Reale. Straordinaio

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    1. Scusa gli errori, sono in treno col cellulare e non posso correggere

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    2. Tranquilla, si capisce :-))Grazie per quello che hai scritto

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  21. Hai toccato dimensioni profonde. Ognuno cerca di andare avanti con i propri pesi e le proprie ferite sperando di non essere soli. E spesso non si può fare che piangere.

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  22. A volte sono le lacrime che rendono tutto più chiaro, non credi?

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  23. Credo di averlo letto almeno 5 volte e ogni volta ho provato la stessa fortissima emozione. Umiltà, impotenza, un grido. E' di una bellezza incredibile. Mi sono ritrovata nelle tue parole e nei tuoi dubbi e ho pensato: questa è la più bella preghiera che io abbia mai letto

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  24. Non ci sono parole.Le hai usate tutte tu. Questa è poesia.

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  25. Di una bellezza straordinaria.

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  26. Non basta leggerlo una volta. La prima volta sono rimasta senza fiato. Poi l'ho riletto e ho vito cose che prim mi erano sfuggite. Si dice un pugno nello stomaco, ma forse non è sufficiente, non sono le parole giuste. Tu mi hai tolto il fiato. Le tue parole mi hanno fatto piangere perchè i tuoi dubbi sono anche i miei le tue paure sono le mie. Rabbia, impotenza eppure bisogno disperato di credere che ci sia qualcosa. Sei bravissima.

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  27. Da recitare. E' bellissimoooooooooooooooo

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  28. Poesia. Musica. Parole che incantano e scavano l'anima.

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  29. Hai dato voce a cio' che moltissimi uomini sentono e lo hai fatto in modo magistrale

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  30. E' un canto a due voci bellissimo

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  31. La dolorosa ricerca di risposte! Toccante e profondamente vera!
    Lorenzo

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  32. Non sono credente eppure in questo dialogo ho visto qualcosa di veramente bellissimo.La dimensione spirituale di ognuno di noi che va oltre i diveri credo. L'umanità e le sue domande, quelle domande a cui filosofi per anni hanno cercato, senza riuscrci, di dare delle risposte. E quando scrivi che è tutto dentro di noi, il bene e il male, la vita e la morte, hai ragione. E' una celebrazione dell'uomo nella sua fragilità e nella sua grandezza, nel suo essere universo nell'universo. Straordinario.
    Pietro

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  33. Sì, davvero emozionante

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  34. Di fronte a questo io rimango in silenzio. Immenso

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  35. molto vera. mi ha ricordato un mio scritto di tempo fa, una lunga lotta con Dio, una lotta di tutta una vita, non ancora conclusa, non ancora risolta. è un riscontro della Bibbia, si chiama Penuel. la posterò. Grazie!

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  36. Niente dogmi. Meravigliosa

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  37. Fa tanto male cercare, capire, accettare!

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  38. Da rileggere, uno due dieci volte. Ogni volta colgo qualcosa che mi era sfuggito. Bellissimo
    Gianni

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  39. Amo queste parole con tutta me stessa.
    Grazie Sabina

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  40. Vorrei che tanti che si professano cristiani la leggessero

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  41. Le nostra grida silenziose ...

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  42. Anche qui, perdonatemi, rispondo a voi tutti insieme, Sabina, Nada, Gianni e anonimi per ringraziarvi e darvi il benvenuto in questo blog sicuramente diverso. So che chi apre un blog dovrebbe avere la costanza di pubblicare quasi quotidianamente, ma non è il mio caso e credo sia facile capire perchè. Ogni storia richiede settimane di lavoro, a volte anche mesi. Nasce da un'immagine o da una sola parola e deve prendere forma nella mente e poi nel cuore prima di diventare parola scritta. Sicuramente sono un bradipo :-))) ma sono io e ho un'età per cui ho smesso di avere fretta. Al primo posto ci sono la mia famiglia e i miei affetti. Il tempo che rimane lo dedico alla scrittura. Per cui non me ne vogliate se questo blog è tanto diverso dagli altri. Sono diversa io per prima
    Con affetto
    Claudia

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  43. E' la cosa più bella che io abbia mai letto

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  44. Si sente proprio il bisogno di dirgli due paroline ...

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  45. Dio, l'uomo, tu che scrivi, noi che leggiamo ... Se nascesse una conversazione allargata ... Forse i commenti sono proprio questo.

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  46. Non so se può essere chiamata preghiera ma è bellissima e commovente perchè in questo scritto c'è tutto: i dubbi, il dolore, il bisogno di credere, la paura, la nostra mortalità, l'onestà. Tutto senza dogmi e opicrisie. Vorrei che alcuni uomini di chiesa lo leggessero per capire quanto sia importante essere coerenti con quello che si predica e quant sia importante rispettare i dubbi e le paure di ognuno di noi.
    Gianna

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  47. Ho ancora i brividi, Claudia. Non credo di aver mai sentito emozioni tanto forti quanto quelle che ho provato leggendo questo dialogo tra Dio e l'Uomo. E' un capolavoro

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  48. Questo dialogo toglie il fiato

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  49. oh che meravigliaaa!!

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  50. Il Dio che hai dipinto è assolutamente straordinario nella sua umanità.

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  51. Vero anche in ogni virgola

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  52. Meraviglioso e profondamente toccate

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  53. Come emozioni tu con le parole..

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  54. Cosa si prova quando si scrive una cosa tanto profonda? scusa se te lo chiedo ma mentre leggevo questo dialogo tra uomo e Dio mi si é aperto qualcosa dentro e volevo sapere se la sofferenza che ho provato l'hai sentita tu mentre scrivevi. A me sembrava di toccarla.

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    1. si è aperto qualcosa anche dentro di me Sante. Difficile da spiegare a parole. Era come essere senza pelle.

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  55. Storia potentissima e meravigliosa

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  56. Ogni parola ti scava nell'anima. Scritto tanto emozionante da doverlo rileggere ancora e ancora. Chapeau

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  57. Questa è poesia pura

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  58. Tu hai la capacità di emozionarmi
    Gianni Gentile

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  59. Semplicemente meraviglioso
    Anna

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  60. Sconvolgentemente bella
    Miriam

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  61. Forte. Commovente. Sraordinario. Mai minato tutte le mie certezze

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  62. Ciao Claudia, sono una persona molto credente e all'inizio leggendo questo dialogo ho provato un irrigidimento, un fastidio abbastanza forte perchè alcune cose andavano contro quello in cui ho sempre creduto e ho pensato: ma come si permette questa di mettere in discussione l'esistenza di Dio? Come si permette di scrivere che non è onnipotente? Ho chiuso la pagina un po' arrabbiata e sono andata a dormire ma non riuscivo a prendere sonno perchè le tue parole mi pizzicavano il cervello. Sono tornata a leggere e ora della fine avevo le lacrime agli occhi perchè quel Dio che tu hai fatto parlare aveva qualcosa di unico e straordinario, forse sbagliato per molti, ma mi è imploso qualcosa dentro e ho pensato: questa donna è più onesta e coraggiosa di me. Questa donna lo cerca, mette in dubbio, scava e alla fine è più onesta di me. Mi hai messo in crisi Claudia e forse è una cosa buona o forse no. Ho letto questo scritto al mio parroco e gli ho chiesto aiuto e sai cosa ha risposto. Mi ha detto: fai come lei. C'è più fede in questa donna piena di dubbi che in tanti parrocchiani che ho visto passare di qua. Solo che lei non lo sa ma non importa. Ha iniziato il suo cammino lungo la strada della fede e Dio le è accanto.
    Le tueparole sono state per me una grande lezione di umiltà e amore.
    Grazie Cristiana

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    1. Ti chiedo scusa del ritardo, Cristiana. Credo di aver letto quello che hai scritto parecchie volte e non è facile trovare le parole giuste per risponderti perchè sono onorata e confusa allo stesso tempo. Come saprai, ogni commento viene letto prima di essere approvato e pubblicato e il giorno in cui è arrivato il tuo sono arrivati anche altri commenti molto forti nel senso più negativo del termine, scritti da persone che mi sbattevano in faccia la loro cristianità, la loro perfezione, accusandomi di essere una specie di eretica se non addirittura blasfema. Credimi, ne sono arrivati molti che ho scelto di non pubblicare per un semplice motivo: le persone che giudicano con la stessa rigidità della Santa Inquisizione mi danno i brividi. Dio è una questione di fede e la fede non è scienza. Chi si nutre di certezze assolute e predica con il tono dell'imposizione non mi piace. Ma mi piace molto quello che hai scritto tu perchè all'inizio credo di averti davvero turbata senza per questo essere giudicata. Ecco, il rispetto è forse la cosa più importante quando ci si confronta su temi tanto grandi e difficili. Io imparo da te, tu impari da me. Io ascolto te, tu ascolti me. Senza mai avere la pretesa di imporre il proprio punto di vista. Tu forse hai risposte che a me mancano. Io forse ho dubbi che non ti sei mai posta e viceversa. E' cercare insieme che rende straordinario un confronto e dopo ognuno torna al silenzio dei propri pensieri con qualcosa di prezioso su cui riflettere. Sei fortunata a conoscere un parroco disposto ad ascoltarti e a discutere con te. Nella mia vita questa fortuna mi è mancata. La mia educazione e crescita religiosa è passata attraverso un rullo di dogmi intoccabili tanto da allontanarmi dalla chiesa. Ma non ho mai smesso di cercare. Nonostante tutto.
      Sono felice di averti conosciuta, Cristiana
      Un abbraccio

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  63. Di una bellezza assoluta

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  64. Tutte le domande che hanno messo in crisi uomini di ogni luogo e di ogni tempo. E che non troveranno mai risposta.
    SILVIA

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  65. Molto molto emozionante

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  66. Non troverò le parole all'altezza di questo dialogo. E' un capolavoro, commovente, di una profondità che disorienta, di un'onestà che mette a nudo la parte più bella dell'anima di un uomo.
    Sei di una bravura straordinaria

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  67. E' stato emozionante leggerlo eppure raramente mi emoziono. Un mosaico straordinario di parole e pensieri e dubbi. Que dolore di cui pari sembrava di toccarlo. Il peso delle catene io le ho sentite. Le lacrime di cui hai scritto mi fanno ferito. Più che un dialogo questa è musica pura, una forma di poesia che va oltre la bellezza a cui sono abituato.
    Luigi

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  68. Mi sono perso nelle tue parole.
    Bellissimo.
    Tanti auguri di buon Natale grande donna

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  69. Mi hai strappato il cuore

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  70. Senza parole e senza fiato

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  71. Questo è qualcosa di spettacolare. Chapeau

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